PADOVA – Alla periferia di Padova, il dottor Guglielmo Pisani, medico di famiglia, i tamponi in ambulatorio li fa già da settimane. Senza percepire compensi ulteriori oltre al suo normale stipendio. || «A me piace fare il medico, per anni ci siamo lamentati, come medici di famiglia, di essere stati marginalizzati dal servizio sanitario nazionale, adesso è il momento di darsi da fare, quindi ci siamo da fare». Il dottor Guglielmo Pisani, medico di base a Camin, periferia di Padova, i tamponi in ambulatorio li esegue già da tre settimane. Affiancato dalla dottoressa Alice Ronsisvalle, corsista al primo anno in medicina generale, ne ha già effettuati una cinquantina. Ha iniziato, spiega, quando i numeri del contagio sono tornati a salire e i punti tampone sono andati in difficoltà. Li ha fatti gratuitamente, i tamponi, ben prima che per questa prestazione venisse previsto un compenso supplementare: «Non è – ribadisce – una questione di soldi». Una decisione presa con naturalezza, nell’ambito del lavoro quotidiano che porta avanti da anni: «Per me il tampone è uno strumento di lavoro come gli altri». – Intervistati GUGLIELMO PISANI (Medico di base) (Servizio di Lina Paronetto)


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