PADOVA – Case di riposo. Una situazione diversa rispetto a quella della primavera con la notizia positiva che in questo momento è covid-free la residenza di Merlara tanto provata tra marzo e aprile. All’AltaVita Ira di Padova stanno pensando a nuovi modi per mettere in contatto ospiti e familiari. || 620 ospiti. Attualmente i positivi sono otto, quasi tutti asintomatici, nove invece i positivi tra gli operatori. E’ la situazione complessiva delle cinque sedi di AltaVita Ira il più grande istituto per anziani della provincia di Padova con le sue cinque strutture. Mascherine e guanti non sono un problema, le ffp2 le fornisce la regione, per le chirurgiche l’istituto ha scorte per sei mesi. La vera emergenza sono gli infermieri fondamentali anche nell’esecuzione dei tamponi. I tamponi agli operatori vengono fatti ogni otto giorni, ogni venti agli ospiti. Un confronto continuo anche con l’Ulss6 che riunisce il tavolo dei coordinatori ogni due tre settimane. Dal 17 ottobre anche questo istituto ha bloccato le visite di parenti e familiari. Organizzate le videochiamate che a breve dovrebbero essere due a settimana anche con l’aiuto di una vetrata, un modo per riuscire vedere l’anziano tutto intero, fondamentale soprattutto per chi è affetto da demenza e fatica a comunicare con un video. Una relazione difficile che comunque è stata apprezzata dall’80% dei familiari che hanno risposto a un sondaggio realizzato dall’istituto. Un pensiero agli anziani, un pensiero per chi a casa soffre la lontanza. – Intervistati SANDRA NICOLETTO (Direttore Segretario AltaVita Ira) (Servizio di Chiara Gaiani)


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