VENEZIA – Tamponi, chiusa la partita con i medici di base e i pediatri, si apre quella con i veterinari. “C’è bisogno dell’aiuto di tutti in questa fase”, dice Zaia. “Il sistema ospedaliero è sotto stress”. || “In questa fase serve l’aiuto di tutti per effettuare i tamponi. Siamo in una fase cruciale”.L’aiuto di tutti e tra i tutti per il governatore del Veneto Luca Zaia ci sono anche i veterinari: sono loro l’ultima categoria in ordine di tempo che la regione intende arruolare nel contact tracing, sistema che per stessa ammissione di Zaia sta scontando delle difficoltà.“Sono figure professionali estremamente formate e competenti. Eseguono già tamponi e sanno come si fa”, afferma il Presidente dall’Unità di crisi di Marghera.L’obiettivo dichiarato è quello di aggiungere i 2450 veterinari veneti ai 500 pediatri di libera scelta e agli oltre 3500 medici di famiglia, già chiamati alle armi – meglio sarebbe dire ai tamponi – nei giorni scorsi, non senza polemiche e straschichi.E che la partita del tracciamento sia sempre più cruciale lo dimostrano i numeri dei ricoveri in area non critica, che cresce con un ritmo di circa 70 al giorno.Per governare l’emergenza è stato istituito un comitato di crisi, il cui coordinamento è stato affidato a Paolo Rosi, anima del Suem 118 in Veneto. – Intervistati LUCA ZAIA (Presidente Regione Veneto) (Servizio di Cristian Arboit)


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