PADOVA – Mercoledì 11 novembre, ricorre la memoria di San Martino e si chiude l’annata agraria. Le stime della Coldiretti annunciano un anno in perdita per l’agricoltura padovana che, anche oggi, non si è però persa d’animo ed era in piena attività. || A San Martino torna la vendemmia. Nei trenta ettari di vigneto di Conselve e dintorni, zona di produzione del vino Friularo Docg, si raccoglie l’uva di raboso lasciata ad appassire sulle vigne. E’ una delle vendemmie più tardive d’Italia per un vino che come impone il disciplinare, sarà consumato solo fra 7 anni dopo lunga maturazione. La domanda di Friularo è in aumento soprattutto all’estero, dalla Svizzera al nord Europa. San Martino chiude l’annata agraria e le prime stime di Coldiretti padova riportano un -17% di fatturato, che in media è di un miliardo scarso l’anno. E’ stimato in 15 milioni il calo a novembre sempre che il Veneto resti in area gialla, altrimenti le perdite saranno più marcate. Boom di richieste di uova durante il lockdown, ma nel 2020 è crollato il florovivaismo e la vendita di prodotti padovani ai circuiti alberghiero e della ristorazione. Buone notizie dalla coltivazione e dai prezzi dei cereali: mais, grano tenero, grano duro, orzo. Deludenti i compensi riconosciuti nell’ortofrutta, soprattutto per le varietà biologiche, con un calo del 30% per il deciso incremento di importazioni. Annata discreta invece per i principali ortaggi coltivati nella nostra provincia, segnala la Coldiretti Padova, a parte i danni causati dalla cimice asiatica e della piralide. Il meteo di questi giorni di “estate di San Martino” rischia di avere però conseguenze sulla produzione di radicchi e cavoli, che risentono delle temperature troppo elevate. Se i valori non scenderanno, spiegano i tecnici di Coldiretti, molti prodotti andranno, come si suol dire, in semensa e non potranno essere venduti. (Servizio di Guido Barbato)


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