PADOVA – Sta commuovendo Padova e non solo, la toccante lettera scritta dalla anestesista Francesca Bertamini: prima di intubare un paziente vittima del Covid, ne ha raccolto il racconto della sua vita. La dottoressa ha messo per iscritto quei brevi ma intensi momenti. || Sei entrato in rianimazione sveglio, un po’ spaventato ma collaborante. Facevi fatica a respirare, ma ancora cosciente e nel pieno delle tue facoltà. Ti ho spiegato che avrei dovuto addormentarti per intubarti, metterti un tubo in trachea, per permetterti di respirare, la polmonite da covid non ci permetteva di perdere altro tempo. Pensieri che diventano parole, scritte in una lettera, dalla anestesista padovana del Sant’Antonio Francesca Bertamini. Dottoressa a terapia intensiva e madre, si trova a condurre al sonno dell’anestesia un nonno che nei pochi minuti che lo separano dall’isolamento le racconta di ciò che ha di più caro: la sua famiglia, i figli e i nipoti. Quanto gli vuoi bene! eri sereno, coraggioso, impavido, fiducioso.L’anestesia fa effetto, il paziente dorme sereno e senza sofferenza. A casa invece i suoi parenti aspettano; non possono vederlo al massimo solo chiamare ogni giorno per sapere se ci sono novità. Non so se andrà bene. A molti tuoi vicini di letto non è andata così, ad alcuni fortunati sì. Noi ce la mettiamo tutta ma questa maledetta malattia si comporta in maniera diversa per ognuno dei nostri pazienti. Che strana la vita, così uguale per tutti alla fine, ricchi e poveri. Alla professionista padovana resta impressa quella breve conversazione, quella voglia di vivere concentrata in un saluto e in un affidamento sincero a chi lavora con serietà e umanità nella sanità pubblica.Alla fine penso solo ai tuoi cari. E noi continuiamo ininterrottamente a combattere per te, con la speranza nel cuore che tu possa rientrare tra quelli che riescono ad uscire dalla rianimazione. (Servizio di Guido Barbato)


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