SAN GIORGIO DELLE PERTICHE – Una vigilia di Natale che ha stretto un’intera comunità nel dolore. Ad Arsego di San Giorgio delle Pertiche, l’addio a Francesca e Pietro, i ragazzi uccisi domenica dal papà. Funerali in forma privata, in chiesa a piangerli la mamma Roberta e i loro compagni di scuola e amici. || Mancano pochi minuti alle 13 quando nel silenzio rotto dal suono delle campane e dal dolore che tutti unisce, le bare bianche coperte da rose gialle e bianche, arrivano sul sagrato della chiesa dedicata ai santi Martino e Lamberto. Ad attendere Francesca, 15 anni e Pietro, 13 anni, c’è una comunità. Ci sono i loro compagni di classe con le rose bianche in mano e i palloncini appoggiati alla parete della chiesa. Ci sono i sindaci di San Giorgio delle Pertiche e Trebaseleghe, c’è la loro mamma, Roberta, stretta da un cordone di affetto e riservatezza. Funerali in forma privata per volere della famiglia, in questo giorno di attesa del Natale, per volere della mamma. Attimi delicati di grande umanità, in cui le lacrime scendono silenziose e le parole sono troppe. La prima lettura dal libro della Sapienza, il vangelo della risurrezione di Lazzaro, ritmano la celebrazione dell’addio presieduta da don Massimo Facchin, parroco di Arsego con accanto don Maurizio, il parroco di Sant’Ambrogio di Trebaseleghe. «Carissimi Francesca e Pietro – esordisce don Massimo – mi spiace che i vostri sogni non possano realizzarsi qui su questa terra ma vi assicuro che la vostra esistenza non andrà perduta». Ragazzi descritti dal parroco attraverso le parole dette a lui tra le lacrime da mamma Roberta che ricorda Francesca pronta a donare sorrisi, una medicina per tutte le fatiche, e Pietro, il secondogenito, travolgente “un terremoto quando entrava in casa” che condivideva le merendine a scuola e non sfuggiva alle coccole. «Buoni figli, buone persone», dice don Massimo che con una preghiera particolare chiede ai due ragazzi Francesca e Pietro, di riversare la loro bontà anche sul loro papà, «anche lui – dice – ha bisogno di amore puro». Le ultime parole sono per mamma Roberta perché riesca a vivere alla luce della fede. Momenti intimi, intensi. E’ il suono delle campane a ritmare il lento uscire dalla chiesa di Francesca e Pietro. Ad Arsego, inizia a piovere quando il corteo sfila a piedi v (Servizio di Chiara Gaiani)


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