PADOVA – Il Veneto zona arancione. a PadovaPreoccupati i gestori di pubblici esercizi che lunedì mattina stenderanno un tappeto nero davanti alla Prefettura. || «Siamo sull’orlo della disperazione vera e propria. Ormai gli appelli non si contano più. Abbiamo parlato con tutti, ottenendo gran pochi risultati». E’ un grido disperato quello che lancia Filippo Segato, segretario provinciale dell’Appe di Padova. Il suo volto pacato nasconde la preoccupazione delle centinaia di baristi, gestori di ristoranti, pizzerie e locali pubblici della provincia di Padova. «I pubblici esercizi nel corso del 2020 sono stati chiusi per 150 giorni. Hanno visto crollare i propri fatturati per circa 500 milioni di euro. Sono rimasti chiusi anche nel periodo più redditizio che è quello delle festività natalizie», continua Segato. Dal 24 dicembre, l’arlecchino di zone che ha colorato l’Italia ha creato molta confusione nei cittadini e altrettanta preoccupazione nei lavoratori. A questo punto, l’Appe chiede un incontro con il presidente della regione Luca Zaia per presentare le aspettative sul fronte ristori di questi imprenditori ed è pronto a valutare anche un’azione di protesta visibile: «Vogliamo sensibilizzare l’opinione pubblica. Le nostre imprese rischiano di finire sul baratro della crisi finanziaria ed economica, per questo stiamo valutando di organizzare un presidio temporaneo, perché le prescrizioni Covid non permettono una presenza permanente, in un luogo pubblico della città di Padova», conclude Segato. Tutto nel rispetto delle norme anticontagio. Il momento è difficile e la categoria ne è ben consapevole. – Intervistati FILIPPO SEGATO (Segretario Appe Padova) (Servizio di Chiara Gaiani)


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