13/01/2021 ROVIGO – Sono 136 persone dipendenti dal gioco d’azzardo ad essere seguite dall’Ulss5 polesana che lancia l’allarme: “numeri che rappresentano solo la punta dell’iceberg”. In questi mesi sono stati attivati due sportelli d’ascolto a Rovigo e Adria || Un primato in negativo, quello della provincia di Rovigo che risulta quella del Veneto in cui si gioca di più d’azzardo. Ogni polesano maggiorenne si gioca in media 2mila euro l’anno, cifra superiore rispetto alla media regionale che si attesta attorno ai 1400 euro. Numeri che danno la dimensione della diffusione di un fenomeno, che in una percentuale tra il 3 e il 5%, può degenerare in dipendenza. Stando a questi dati, si stima che in polesine ci sarebbero 3mila potenziali ludopatici non riconosciuti. Lockdown e chiusure ne hanno modificato i comportamenti, sempre più orientati all’on line. Un problema spesso difficile da riconoscere per il quale sono stati attivati due sportelli di ascolto a Rovigo e Adria, oltre ai percorsi ad hoc messi a punto dall’Ulss 5 polesana, orientati a seguire il paziente e la famiglia per ricondurlo ad una “stabilizzazione del sistema di vita” – Intervistati VALENTINA PAVANI (Dir. Sostituto Uoc Serd Ulss5) (Servizio di Luisa Bertini)


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