13/01/2021 PADOVA – Sono arrivati i primi ristori dal Governo, i cosiddetti ristori di Natale. «Cifre non adeguate», lamentano le associazioni di categoria. Ecco la storia di una ristoratrice di Padova che avendo lavorato ad aprile, si è ritrovata con poche briciole in mano. || «A noi ieri è arrivato il ristoro di Natale ma è insufficiente perché non ha alcun rapporto diretto con il danno che stanno sopportando. Noi siamo aperti per asporto ma non varrebbe nemmeno la pena. A parlare è Eugenia Rubin che con la sorella gestisce il bistrot Nero di Seppa di Via San Francesco a due passi dall’ospedale di Padova. I 2400 euro accreditati martedì dal governo sono una goccia, spiega, sono quasi una beffa per questo locale perché la cifra è stata stabilita sulla base del confronto tra i corrispettivi di aprile 2019 e aprile 2020 e ad aprile 2020, grazie all’asporto, le sorelle hanno lavorato a Pasqua, per il 25 aprile e per il 1° maggio: «Aprile 2020 è stato l’unico mese di quelli di lockdown duro in cui abbiamo espresso un discreto volume di affari rispetto alla situazione. Adesso ci troviamo nella situazione che se noi non avessimo lavorato, avremmo guadagnato di più: è incredibile!», spiega Eugenia Rubin. Serrande aperte e un sorriso all’ingresso al Nero di Seppia con le sorelle Rubin che riescono a vedere il bicchiere mezzo pieno. Il locale è piccolo e inoltre: «Avendo fatto l’investimento di acquistare l’immobile dove gestiamo l’attività non abbiamo il prezzo gravosissimo di un affitto in una zona come questa, a due passi dalla basilica di Sant’Antonio», conclude Eugenia Rubin. Adesso però servono certezze per il futuro. – Intervistati EUGENIA RUBIN (Ristoratrice) (Servizio di Chiara Gaiani)


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