14/01/2021 PADOVA – Qualche locale sarà aperto solo nella fascia di pranzo, qualcuno ha annunciato che ripeterà anche nell’orario di cena. E’ conto alla rovescia a Padova per l’iniziativa “ioapro1501”. Una decina i pubblici esercizi che hanno deciso di sfidare il dpcm. || «La pasticceria resterà aperta per asporto, faremo dalle 12 alle 15 la pausa pranzo». Sono già prenotati i clienti che siederanno venerdì 15 gennaio nella sala ristorazione di Le Sablon a Padova. Ad accoglierli ci sarà il titolare del locale Luca Scandaletti tra i promotori della protesta contro il Dpcm del governo. Consapevoli dell’emergenza sanitaria, questi imprenditori non possono andare avanti così e hanno deciso di agire soprattutto perché il futuro si presenta ancora più incerto: «Il prossimo Dpcm prevede addirittura che dopo le 18 non possiamo nemmeno fare l’asporto – continua Scandaletti – non capisco perché il supermercato lo possa fare. Probabilmente il supermercato è una garanzia! All’interno non c’è il covid! E’ una questione di forze, chi è più forte alza la voce, chi è meno forte, come noi, deve stare zitto». Consapevole del rischio Luca Scandaletti: «Rischio – spiega Scandaletti – di prendere un ammenda, una chiusura. Ma non è che cambia molto da quel che sta succedendo adesso se chiuso cinque giorni». La categoria sta morendo, attaccata a un sottile filo di incertezza. I ristori non bastano. A Luca Scandaletti il governo ha accreditato in questi giorni 8.800 euro: «Sembra una bella cifra effettivamente – conclude Scandaletti – ma se pensiamo che il 16 gennaio per il periodo di dicembre e la tredicesima dovrò pagare 34.000 euro. Fate voi conti: non ci vuole molto a capire che così non ce la facciamo!». – Intervistati LUCA SCANDALETTI (Titolare Le Sablon) (Servizio di Chiara Gaiani)


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