05/02/2021 PADOVA – Tempi difficili per il mondo dello spettacolo. Cinema e teatri chiusi ancora almeno fino al 5 marzo. Allo Stabile del Veneto però si continua a lavorare per non lasciare senza impiego le maestranze || Si lavora a porte chiuse, con le mascherine, con la platea senza sedie e attrezzata per ospitare un’orchestra con distanziamento. Quest’anno di pandemia ha cancellato l’essenza stessa del teatro fatta di uno stretto legame tra attori e pubblico. Lo stabile del Veneto però ha deciso di non fermarsi proprio per non lasciare senza lavoro le tante maestranze che operano non solo sul palco ma anche dietro le quinte. Opere e spettacoli trasmessi in streaming per il pubblico a distanza grazie a contributi pubblici e al fondi di bilancio hanno permesso di continuare a lavorare preparando tutte le produzioni in calendario. In questi giorni al Teatro Verdi di Padova si lavora per esempio sulla messa in scena dell’operetta la Vedova Allegra, una produzione di grande qualità che prevede l’impiego di almeno un centinaio di lavoratori tra attori, musicisti, tecnici del suono e delle luci, costumisti parrucchieri e truccatori. Si lavora seguendo il protocollo: mascherine e tamponi a cadenza regolare. Dal TeatroVerdi a quello delle Maddalene, qui la compagnia Giovani del Teatro Stabile del Veneto anche se con un paio di mesi di ritardo ha dato lavoro agli attori che si sono diplomati ad ottobre. Per loro la fortuna di essere subito arruolati, ma il destino di giovani attori appena diplomati è davvero incerto visto il crollo vertiginoso delle produzioni e dei provini. – Intervistati MASSIMO ONGARO (Direttore Teatro Stabile del Veneto), PAOLO GIANI (Regista “La Vedova Allegra”), IMMA QUINTERNO (Attrice Compagnia Giovani Teatro Stabile del Veneto) (Servizio di Valentina Visentin)


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