22/02/2021 MONSELICE – Medici in prima linea fin dal primo giorno quelli dell’ospedale di Schiavonia diventato poi il primo covid hospital. Da loro due appelIi: l’invito al rispetto delle regole e la fiducia nella vaccinazione. || Un imperativo categorico, un faro che ancora deve guidare la notte fatta calare dalla pandemia. A lanciarlo dal Covid Hospital di Schiavonia, la responsabile del reparto Covid Lucia Carmela Leone: «Io comprendo il bisogno di normalità, ma ho una rabbia enorme. Penso a quello che stiamo vivendo, a chi ancora non ci crede, a chi pensa che il virus sia una montatura: è inaccettabile». Inaccettabile non credere all’esistenza della pandemia, inaccettabile rifiutare la vera arma a disposizione per combatterla: il vaccino. A dirlo Fabio Baratto che in un anno ha trattato nella sua terapia intensiva 180 pazienti affetti dalla forma più grave di polmonite interstiziale bilaterale da Sars Covid 19: «Il vaccino è un momento che ricordo volentieri di questo periodo. Ha cambiato il nostro sentimento verso la malattia sia per quanto riguarda la protezione per noi stessi e i nostri familiari, sia per quelle che sono le speranze future. L’unica speranza di venire fuori da questo problema è una vaccinazione totale». – Intervistati LUCIA CARMELA LEONE (Coordinatore Area Covid Ospedale di Schiavonia), FABIO BARATTO (Direttore Uoc Anestesia e Rianimazione Ospedale Schiavonia) (Servizio di Chiara Gaiani)


videoid(44T26jlSlyk)finevideoid-categoria(servizio_tg)finecategoria