24/02/2021 VO – Un anno fa a Vo’ venivano posizionati i dieci posti di blocco di chiusura del comune, una delle prime zone rosse d’Italia. Il racconto di quei giorni è diventato anche un libro scritto dal giornalista Nicola Cesaro. || “Il paese di Vo’ detiene il record di comune con il nome più corto d’Italia, con il ligure Ne e il piemontese Re, e dal 21 febbraio 2020 ha anche un altro primato: quello della prima vittima europea da coronavirus”… sono queste le prime righe della prefazione del libro edito il 1° luglio da Typimedia. “Storia del coronavirus nei Colli Euganei” il titolo del volume, una raccolta delle storie vissute a Vo’ la comunità di 3300 persone che, prima in Veneto, ridisegnò la sua vita, chiusa tra i confini del comune. Cronista sul campo, tra i primi ad arrivare all’ospedale di Schiavonia venerdì 21 febbraio 2020, di quei giorni Nicola Cesaro conserva molti ricordi come quella di una coppia di genitori che al figlio, chiuso a Vo’, portarono la bicicletta per sgranchirsi le gambe. Un paese laboratorio, un paese dignitoso Vo’ che ha saputo mettersi a servizio della scienza contro questo nemico invisibile. Un servizio condiviso da chi come Nicola Cesaro racconta la storia mentre si forma sotto i nostri occhi. – Intervistati NICOLA CESARO (Giornalista) (Servizio di Chiara Gaiani)


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