25/05/2021 PADOVA – Lo sblocco dei licenziamenti a Luglio costerebbe al Veneto 30000 posti di lavoro. Ne è convinto Christian Ferrari , segretario della Cgil del Veneto. Un bilancio pensantissimo per il territorio. Confindustria con Carraro invece preferisce aspettare le decisioni del Governo. || Confindustria Veneto con il suo presidente Enrico Carraro preferisce attendere il prossimo passo dell’esecutivo prima di entrare nel dibattito: sullo sblocco dei licenziamenti già a Luglio serve il passaggio del Parlamento e i sindacati promettono battaglia. Certo è che i conti in Veneto sono già stati fatt dalla Cgili: limitare il blocco licenziamenti costerebbe 30000 posti di lavoro. Rispetto a 10 ann fa i il terziario era in grado di accogliere chi usciva dal mondo del lavoro perchè licenziato, un settore che il Covid ha, però, messo in ginocchio. Ecco perchè il via libera ai licenziamenti ora sarebbe catastrofico. Su un punto sindacati e industriali sembrano trovare l’accordo: la formazione è necessaria per le nuove sfide della competitività. Ma in cassa integrazione la formazione non si puo fare. – Intervistati CHRISTIAN FERRARI (SEGR. GEN. CGIL VENETO) (Servizio di Anna De Roberto)


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