07/08/2021 MONSELICE – Lettera di 44 sindaci della bassa padovana alla Regione Veneto per chiedere garanzie sul futuro dell’ospedale di Schiavonia simbolo della lotta al virus e nei mesi cruciali della pademia diventato covid hospital. || L’ospedale di Schiavonia non sia mai più covid hospital. La richiesta fatta direttamente al presidente del Veneto Luca Zaia arriva con una lettera firmata da 44 sindaci della Bassa padovana. I primi cittadini chiedono chiarezza sul futuro dell’ospedale che serve un bacino di circa 180 mila abitanti e che nei mesi clou della pandemia era stato trasformato in covid hospital limitando o addirittura trasferendo determinate prestazioni mediche. «Come sindaci abbiamo il dovere di porre alla sua attenzione le forti criticità che verrebbero a ricadere sul territorio se ancora una volta dovessimo subire la totale trasformazione del nostro ospedale in covid hospital – hanno scritto i 44 amministratori a Zaia – Questo territorio ha già pagato oltre ogni limite di sopportazione la mancanza di un ospedale per oltre un anno e mezzo. È doveroso oggi più che mai non ledere il diritto alla cura dei cittadini e trovare soluzioni per fornire risposte capaci a garantire attenzione a tutte le diverse patologie». Ora i sindaci attendono un incontro con il governatore e l’assessore Lanzarin. Intanto nei comuni prosegue la campagna vaccinale secondo l’ultimo report tra i paesi più virtuosi sul fronte vaccinazioni c’è Merlara tristemente noto per i tanti morti di covid nella sua casa di riposo. Tra immunizzati e prenotati la copertura è dell’83,8% dei cittadini, bene anche Albignasego dove con le prenotazioni si copre l’82% della popolazione. Fanalino di coda un altro comune simbolo della pandemia: Vo’, proprio il paese dove tutto è inizito il 21 febbraio 2020. La percentuale di immunizzati e prenotati si ferma al 70,6% e non fa meglio il vicino Rovolon in ultima posizione al 67,9%. (Servizio di Valentina Visentin)


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