23/08/2021 VENEZIA – Le terapie intensive venete occupate da pazienti Covid sono circa 50, cifra oltre la quale scatta una nuova fase dell’emergenza, almeno sul fronte ospedaliero. Quasi tutti sono non vaccinati. “Con il vaccino avremo risparmiato in questi mesi decine di vite umane”, il messaggio partito oggi da Marghera. || “Questo è un momento delicato. 50 persone ricoverate in intensiva è una soglia limite, oltre scatta la seconda fase dell’emergenza. Se i contagi continueranno come negli ultimi 15 giorni supereremo il livello di allarme. Se, invece, va come negli ultimi due giorni restiamo al di sotto”. A dirlo è il coordinatore delle terapie intensive del Veneto Paolo Rosi che oggi è intervenuto a fianco del presidente del Veneto Luca Zaia nel consueto punto stampa di Marghera.Dei 52 ricoverati in terapia intensiva 32 sono intubati o ventilati, 3 sono in condizioni molto critiche: due a Mestre e uno a Vicenza.Quasi tutti sono soggetti non vaccinati. “La protezione che dà il vaccino è quasi totale. Facendo una proporzione, se i cittadini fossero tutti vaccinati, oggi avremmo 7 persone in terapia intensiva e non 52”, i numeri di Rosi.Se si guarda all’identikit del ricoverato, oggi il 58% ha meno di 50 anni. “Fino a qualche mese fa il 70% aveva più di 70 anni”.A fare la differenza ovviamente il vaccino. – Intervistati LUCA ZAIA (Presidente Regione Veneto), PAOLO ROSI (Coordinatore Terapie Intensive del Veneto) (Servizio di Cristian Arboit)


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