21/09/2021 PADOVA – Il caso di Walter Onichini. Appello per una grazia almeno parziale dalla moglie Sara, ieri sera ospite in esclusiva di “Ring”. Nell’intervista il racconto del momento più duro di questi 8 anni di battaglia e la speranza che la politica non strumentalizzi il suo caso || “Al telefono gli ho detto che deve resistere per i suoi figli”. In otto anni è il momento più duro per Sara Scolaro e i suoi due bambini. Ma non c’è alcuna voglia di arrendersi. Walter Onichini le sua voce non è riuscita a sentirla, sabato sera al sit in davanti al carcere di Venezia, ma sapeva che la moglie era lì. Dal giorno in cui è entrato in cella la comunicazione è soprattutto via telefono. Dieci minuti al giorno per dirsi tutto. La rabbia è sempre lì, come un fuoco che non si spegne e la racconta in esclusiva nell’intervista a “Ring”. “Walter è in carcere, mentre il malvivente che ha causato tutto questo è libero e impunito”. Nell’aver ferito l’allora 24 enne albanese e poi averlo caricato in auto lasciandolo su un campo è andato troppo oltre la legittima difesa secondo i giudici, ma Sara ricorda come nel processo d’appello la stessa pubblica accusa, dopo la riforma della legge, avesse chiesto l’assoluzione. Resta l’incubo di quella notte, la paura mai passata di essere totalmente vulnerabili nella propria casa.Se la politica non ha fatto nulla per la sicurezza, sembra dire Sara, allora rimedi adesso non abbandonando Walter. Anche se resta la sensazione che il suo caso possa essere strumentalizzato – Intervistati SARA SCOLARO (Moglie di Walter Onichini) (Servizio di Nicola Zanetti)


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