27/09/2021 SANT’ELENA – Smantella un’associazione a delinquere che ha truffato 60 aziende durnate il lockdown. La base logistica nel padovano. Tre arresti, tra questi anche un catanese vicino ad un clan di Cosa Nostra || Una truffa messa in piedi in piena emergenza sanitaria, durante il primo lockdown, quella scoperta dalla Guardia di Finanza di Este che ha smantellato un’associazione a delinquere che attraverso aziende rigenerate acquistavano prodotti in stock da ditte in tutta Italia senza mai pagare. L’operazione denominata “zona rossa” prende il nome dal fatto che gli indagati per giustificare il ritardo nei pagamenti adducevano come scusa il fatto che il vicino comune di Vo si trovava in “zona rossa”. 13 le persone indagate di cui 3 sottoposti a misure cautelari. In carcere il promotore dell’associazione William Alfonso Cerbo catanese che aveva legami con il clan Mazzei di Cosa Nostra, e che risultava indigente ma viveva in un appartamento di lusso a Milano che ricordava la villa di Tony Montana protagonista del film cult Scarface. Le basi logistiche, però, erano state individuate nel padovano in alcuni capannoni nelle zone industriale di Sant’Elena e Carmignano di Brenta dove inizialmente era stipata la merce comprata senza pagare. Il meccanismo della truffa era articolato. Grazie a due prefessionisti compiacenti un ragioniere di Albignasego e un commercialista catanese venivano utilizzate 24 aziende i cui bilanci venivano falsati per farle risultare in salute e solvibili poi dopo l’acquisto nessuno pagava e così le ditte raggirate si ritrovano con fatture emesse e nessun incasso.60 le aziende truffate in tutta Italia dalla Calabria al Trentino Alto Adige, una di queste un’azienda siciliana che vendeva arance è stata costretta a chiudere dopo aver subito la truffa. L’associazione criminale acquistava di tutto dagli alimenti ai beni elettronici, l’ultimo acquisto erba sintetica per campetti da calcio un bottino che supera il milione e quattrocento mila euro. Nell’ultimo periodo la merce dai capannoni padovani era stata trasferita a Cellatica nel bresciano. Ai domiciliari anche il factotum padovano che si occupava dello stoccaggio della merce, obbligo di firma per il princip – Intervistati Col. MICHELE ESPOSITO (Comandante Guardia di Finanza di Padova) (Servizio di Valentina Visentin)


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