06/10/2021 PADOVA – Tra nove giorni entrerà in vigore l’obbligo di green pass nei luoghi di lavoro pubblici e privati. Ma per molte aziende la situazione è ancora caotica || Incertezza e confusione, è quello che si respira all’interno delle aziende a poco più di una settimana dall’entrata in vigore dell’obbligo di green pass nei luoghi di lavoro. Lo spiega Carlo Valerio della giunta nazionale di Confapi che sottolinea come l’applicazione della misura sia complessa, e per questo l’associazione ha organizzato per domani una videoconferenza alla presenza di un legale, di un giuslavorista, di un medico del lavoro e di un tecnico dello spisal per rispondere ai tanti interrogativi ancora aperti. Anche perchè la certificazione verde dal 15 ottobre non si applicherà solo ai dipendenti delle aziende, ma anche ai trasportatori o manutentori che entreranno nelle fabbriche. In questo quadro si inserisce il nodo del costo dei tamponi che alcuni imprenditori di loro iniziativa hanno deciso di pagare ai dipendenti: ”noi non consiglieremo mai alle nostre aziende di assumersi l’onere di sostenere questa spesa, sottolinea Valerio, ogni impresa può fare quello che vuole, ma anche ogni dipendente poi è libero di chiedere una parità di diritti, quello che sembra un esercizio della parità diritto di pagare i tamponi a chi non vuole vaccinarsi, in realtà continua Valerio, è un insulto al diritto di tutti gli altri che hanno deciso di immunizzarsi”. Ma accanto ai lavoratori che non intendono vaccinarsi, emergono anche imprenditori no vax: “così la funzione sociale dell’impresa, conclude Vaerio, a mio avviso viene stravolta e insultata” – Intervistati CARLO VALERIO (Componente Giunta Nazionale Confapi) (Servizio di Francesca Bozza)


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