14/01/2022 PADOVA – Non si ferma la ricerca su più fronti. Un gruppo di lavoro internazionale dell’Università di Padova, Udine, Vienna e Chalmers ha pubblicato su una prestigiosa rivista i risultati di uno studio sulla trasmissione e sul droplet. || L’università di Padova ha impiegato un team di ricercatori del dipartimento di ingegneria industriale, affiancato da fisici, studiosi italiani, austriaci e svedesi. Erano relativi a uno studio avviato nel 1934 e completato nel 1940 i dati sulla trasmissione aerea del virus che il gruppo ha aggiornato negli ultimi due anni studiando la trasmissione del Covid19 ed elaborando un modello di quantificazione del rischio contagio. La mascherina si rivela uno strumento efficace di protezione e i dati, appena pubblicati sul “Journal of the Royal Society Interface”, lo confermano. Senza mascherina, lo spray di goccioline infette emesse quando parliamo raggiungono una distanza di poco più di un metro, distanza che sale a tre metri per un colpo di tosse e diventa sette metri in caso di uno starnuto. Le distanze cambiano a seconda dei livelli di umidità e temperatura, hanno evidenziato gli studiosi. Con un’umidità media relativa, ad esempio, un colpo di tosse con media carica virale, contagia già a due metri che diventano tre se l’umidità aumenta e infatti con il caldo il rischio di contagio diminuisce. Tutto questo cala in modo drastico con l’uso della mascherina, chirurgica e ancor di più FFP2, precisano gli studiosi, che abbatte il rischio contagio rendendolo trascurabile già a una distanza di un metro indipendentemente dalle condizioni ambientali e dall’evento respiratorio. (Servizio di Chiara Gaiani)


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