07/05/2022 PADOVA – La morte di Ahmed, lo studente trovato senza vita nelle acque del fiume Brenta. Lo smartphone del ragazzo ha agganciato sei reti wi-fi prima di essere abbandonato sulla passerella tra Torre e Cadoneghe. Gli inquirenti stanno cercando di capire quali. || Non aveva traffico dati lo smartphone di Ahmed Jouider, 15 anni, lo studente trovato senza vita nelle acque del fiume Brenta lo scorso 26 aprile. Poteva ricevere e fare telefonate ed inviare sms ma per chattare aveva la necessità di collegarsi a reti wi-fi. Secondo i primi riscontri del tecnico informatico incaricato dalla procura di Padova, sono sei le reti agganciate nelle ore precedenti la sua morte, stabilita dall’autopsia tra le 23 e la mezzanotte del 21 aprile, giorno della sua scomparsa. Quali siano queste reti, di locali pubblici o di amici, stanno cercando di stabilirlo gli investigatori della squadra mobile che hanno sentito l’ex fidanzata di Ahmed e i suoi amici. Un ragazzo cambiato nelle ultime settimane, apparso preoccupato, meno interessato allo studio. Di sicuro il 21 aprile è uscito dall’appartamento di Mortise dove viveva con la mamma e la sorella. Di sicuro non ha risposto a una telefonata preoccupata della mamma ma ha risposto a una della sorella fatta con un numero non memorizzato in rubrica. Di sicuro in quelle ore ha inviato messaggi vocali, preoccupati e di saluto, alla ex fidanzata e agli amici. Di sicuro è arrivato su questa passerella che collega le due sponde del Brenta tra Torre e Cadoneghe e da qui è finito nelle acque del grande fiume. Il perché questo sia accaduto, non ha ancora una risposta. (Servizio di Chiara Gaiani)


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