25/07/2023 PADOVA – L’omicidio avvenuto domenica nel quartiere Forcellini, si indaga per chiarire i motivi della lite tra i cinque albanesi || Avrebbero negato l’ospitalità ad un connazionale. Da qui la lite e l’accoltellamento dell’amico. Potrebbere essere questo il fattore scatenante della sanguinosa lite culminata nell’omicidio del 24enne albanese Albert Deda che domenica pomeriggio ha scosso il quartiere Forcellini a Padova. I presunti autori dell’omicidio i fratelli albanesi Ilmi e Klinton Rakipaj potrebbero svelare il mistero del movente durante l’interrogatorio di garanzia del loro arresto che si svolgerà domani a Gorizia, poi la procura trasferirà tutti gli atti a Padova, procura titolare dell’indagine. I due fratelli di 19 e 24 anni sono stati fermati mentre cercavano di raggiungere il confine, ma sono stati bloccati dalla polizia stradale a 20 km della Slovenia. Insomma una lite per futili motivi, i carabinieri che stanno svolgendo le indagini sembrano escludere la pista del regolamento di conti o questioni legate alla droga. I cinque albanesi coinvolti sono tutti incensurati. Gli alti due giovani feriti restano piantonati in ospedale, si temono vendette. Uno dei due, quello ferito più leggermente, avrebbe ammesso che la lite sarebbe scoppiata dopo il rifiuto dei fratelli Rakipaj di ospitare un connazionale appena arrivato in Italia. Le ferite alle mani dei Ilmi e Kliton sono compatibili con quelle di una rissa, ma si è esclude che possano aver agito per legittima difesa. Domenica pomeriggio la violenza sarebbe prima esplosa all’interno dell’appartemento. La vittima Albert Deda sarebbe stato anche colpito con una testata, poi la resa dei conti nell’androne con l’accoltellamento mortale all’addome. Tra un paio di giorni dovrebbe svolgersi l’autopsia sul corpo del 24enne, elettricista, da molti anni in Italia e che risulta ancora residente nell’appartamento di via Dorighello dove vivono in affitto i due fratelli arrestati. I carabinieri hanno cercato l’arma del delitto anche lungo l’argine tra via Gattamelata e via Filiasi a pochi metri dal luogo del delitto, nella macchina usata per la fuga sono (Servizio di Valentina Visentin)


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