22/01/2026 VIGONZA – Il processo contro Andrea Favero il 39enne di Vigonza accusato di aver ucciso l’ex compagna Giada Zanola lanciandola dal cavalcavia dopo averla drogata con dei farmaci antidepressivi || Le quantità di benzodiazepine nel sangue e nei capelli di Giada Zanola e il gps dell’auto di Andrea Favero sono i due elementi discussi ieri in aula nel processo per il femminicidio della 33enne bresciana. Contro l’ex compagno della donna accusato dell’omicidio premeditato questi elementi sono prove schiaccianti per la pubblica accusa. Nell’udienza davanti alla Corte D’Assise l’esperto che ha analizzato il sistema di Infotainment dell’auto di Andrea Favero. La Ford C Max viene così posizionata ferma nel calavacavia da dove è stato gettato il corpo di Giada per oltre un minuto. Il gps mostra il percorso da casa al punto sopra l’A4 a Vigonza dove è stata lanciata ormai stordita dai farmaci. L’esperto ha stabilito anche che il cellulare di Giada che non è mai stato ritrovato non ha registrato movimenti nell’app contapassi dalla sera in cui è avvenuto l’omicidio. In aula anche la Tossicologa incaricata dalla procura degli accertamenti tecnici sul corpo di Giada Zanola, dall’analisi del capello è emerso che la 33enne la notte in cui è morta aveva un’intossicazione acuta da benzodiazepine, che le avrebbe reso impossibile qualsiasi tipo di movimento anche quello di saltare la balaustra protettiva del cavalcavia. Dunque la conclusione è che Giada si stata gettata. (Servizio di Valentina Visentin)


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