28/01/2026 SAN GIORGIO IN BOSCO – L’Alta Padovana come Brescello, con le risorgive e l’acqua imbottigliata nello stabilimento di San Giorgio in Bosco come il Po. Accade che durante un’omelia, il parroco torni a occuparsi di “fatti amministrativi” e il sindaco che già una volta aveva interessato il vescovo, non ci sta. || San Giorgio in Bosco, tranquillo paese lungo la Valsugana, sede di uno stabilimento che ne ha segnato la storia quello dell’acqua Vera. Il raddoppio di questo sta facendo scintille e tutti ne parlano. Pare anche in chiesa. E qui scatta la singolar tenzone tra il sindaco e don Giuseppe Tonin, parroco di Sant’Anna Morosina, frazione del comune, che ci riporta, balzo spazio temporale a Brescello, il paese di Peppone e don Camillo. Era settembre quando la Curia di Padova, sentita dal sindaco, attraverso il vicario per i rapporti con il territorio don Luca Facco aveva suggerito al parroco di porre i temi all’attenzione del consiglio pastorale, invitandolo a riflettere e condividere con la comunità cristiana. Vicenda diversa in settembre, problemi stradali, uguale il contenuto, secondo il sindaco. Ma del raddoppio di acqua Vera don Giuseppe Tonin assicura di non aver parlato dal pulpito e per questo invita il sindaco a partecipare alle celebrazioni domenicali. Un terreno di confronto, per ora a distanza, su cui interviene la politica. Sul raddoppio dello stabilimento, iter avviato da anni spiega il sindaco, in regione i consiglieri di Avs Cunegato e Ostanel hanno presentato un’interrogazione. – Intervistati NICOLA PETTENUZZO – Sindaco di San Giorgio in Bosco (Al telefono), CARLO CUNEGATO (Consigliere regionale Alleanza Verdi e Sinistra) (Servizio di Chiara Gaiani)
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