10/03/2026 PADOVA – Paolo Caratossidis chef e ricercatore indipendente scrive alle istituzioni e alla Soprintendenza per tutlare l’area dove nel sedicesimo secolo sorgeva il Lazzareto di Padova || Sotto i terreni incuneati tra via Pelosa e il canale Brentelle potrebbero trovarsi ancora i resti dell’antico Lazzaretto di Padova, uno dei monumenti demoliti ad inizio del diciannovesimo secolo in città. Paolo Caratossidis chef e ricercatore indipendente ha passato molti mesi a cercare nell’Archivio di Stato di Padova le tracce della struttura ospedaliera dove durante le epidemie di peste nel 1555 e nel 1631 venivano ricoverati e posti in isolamento i malati infettati. Un fazzoletto di terra diviso dalla città dall’acqua del canale.Mappe catastali, documenti di archivio per Caratossidis restituiscono la storia di questo ospedale con oltre 300 camere con una chiesa dedicata a San Rocco, ancora oggi un capitello all’angolo tra via Pelosa e via 7 martiri segna il punto dove i parenti degli appestati dovevano fermarsi. Chi veniva colpito arrivava al Lazzaretto via fiume trasportato dalle barche dei monatti.Gli studi condotti da Caratossidis lo hanno portato a sostenere la tesi che nei terreni affianco a dove sorgeva il Lazzaretto ci fosse il cimitero o meglio la fossa comune dove venivano sepolti gli appestati e per questo ha inviato una lunga relazione di oltre 200 pagine alle istituzioni e alla Soprintendenza perchè venga conservato e tutelato questo luogo dove oggi ci sono abitazioni anche in fase di costruzione. – Intervistati PAOLO CARATOSSIDIS (Ricercatore indipendente) (Servizio di Valentina Visentin)
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