14/03/2026 RUBANO – Addio ad Alberto Trevisan, il primo obiettore di coscienza italiano. L’uomo, fedele per tutta la vita al suo impegno per la pace, si è spento a causa di un malore a 78 anni. Viveva con la famiglia a Rubano. || Un malore improvviso mentre camminava per strada a Rubano, la corsa in ospedale, grazie alla telefonata di un passante e la morte venerdì. Si è spento così Alberto Trevisan, 78 anni. Nato a Feltre, negli anni dell’università aveva fatto diventare realtà il suo desiderio di pace opponendo, per primo in Italia, l’obiezione all’articolo 52 della Costituzione che prevedeva il servizio militare obbligatorio il 10 giugno del 1970. Una prima obiezione a cui ne seguirono altre fatte di “arresti continui, condanne, carcerazioni ma anche di grandi amicizie per quasi tre anni della mia vita”, così scriveva lo stesso Trevisan nel libro che raccontò quanto vissuto, che, con la sua lotta pacifica a ogni forma di guerra, aprì la strada alla legge sull’obiezione di coscienza la 772 del 1972. Un impegno per la pace che ha segnato tutta la sua vita. Una vita condotta accanto alla moglie Claudia e ai figli segnata dall’impegno anche politico nel comune di Rubano dove fu assessore e consigliere comunale. Suo lo striscione che il comune porta ogni anno alla marcia per la pace Perugia Assisi, e così lo ricorda Sabrina Doni, ex sindaca di Rubano “quello striscione continuerà ad accompagnarci… ci mancherai”. Un ricordo per Alberto Trevisan anche da Sergio Giordani, sindaco di Padova di cui Alberto Trevisan divenne nel 2012 cittadino onorario, e da Francesca Benciolini, assessora alla pace della città del Santo. (Servizio di Chiara Gaiani)
Questo contenuto audiovisivo è di proprietà esclusiva di Medianordest. È vietato l’utilizzo, la distribuzione, la riproduzione, o qualsiasi altra forma di elaborazione o condivisione del materiale senza previa autorizzazione scritta da parte di Medianordest.