18/03/2026 PADOVA – Dopo la scoperta di un ingente traffico di droga e cellulari all’interno del carcere Due Palazzi di Padova, interviene ai nostri microfoni il Presidente del cda della Cooperativa AltraCittà: «Non facciamo di tutta l’erba un fascio, il nostro onesto impegno con i carcerati continua» || Un traffico di droga e dispositivi elettronici all’interno del carcere, con un giro d’affari da decine di migliaia di euro. E’ il vaso di Pandora scoperchiato grazie all’indagine della polizia penitenziario Due Palazzi di Padova, dove cocaina, cellulari e sim venivano introdotti e distribuiti tra i detenuti. Al centro dell’inchiesta, coordinata dalla procura padovana, una rete struttura che coinvolge una ventina di indagati tra detenuti e familiari. Tra questi anche Paolo Bordin, 59enne di Villafranca Padovana, dipendente della cooperativa Altra Città attiva all’interno del carcere, finito agli arresti domiciliari. Cooperativa che da più di 20 anni costruisce con e per le persone detenute percorsi tra carcere e territorio, di lavoro e inserimento sociale, e che ora non vuole che per colpa di un singolo tutto l’onesto lavoro venga cancellato. – Intervistati GIOVANNI TODESCO (Presidente c.d.a. “AltraCittà”), ANTONINO BINCOLETTO (Garante delle persone limitate nella libertà personale) (Servizio di Marta Zatta)
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