26/03/2026 VICENZA – Crac miliardario della Popolare di Vicenza: la procura chiude le indagini su Gianni Zonin e gli ex vertici dell’istituto. L’accusa di bancarotta societaria || Crac da miliardi, 100 mila risparmiatori traditi e ora, nove anni dopo il fallimento, il vero processo: la Procura di Vicenza ha chiuso le indagini sulla presunta bancarotta per le operazioni dolose che hanno affondato la Banca Popolare di Vicenza. Sei gli ex vertici che vanno verso il processo bis. Il nome principale è quello dell’ex presidente Gianni Zonin, 88 anni, già condannato per aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza di Consob e Banca d’Italia a 3 anni e 5 mesi di carcere. Con lui l’ex direttore generale Samuele Sorato, 66 anni, condannato a 3 anni e 8 mesi di reclusione. Tra gli indagati anche l’ex vice direttore generale, il trevigiano Andrea Piazzetta, 56 anni, con una condanna a 3 anni e 5 mesi, e l’ex dirigente Paolo Marin, 64 anni, oltre all’ex consigliere Emanuele Giustini, 57 anni, condannato a 2 anni e 7 mesi per avere collaborato, e al responsabile del bilancio, il veneziano Massimiliano Pellegrini, 60 anni. Si tratta del filone della bancarotta societaria che punta ad accertare nuove responsabilità nella gestione della banca: le operazioni finanziarie e sui bilanci che portarono all’insolvenza. L’inchiesta affonda le radici nel 2018, quando – dopo la liquidazione coatta del 2017 – venne aperto un nuovo capitolo investigativo. Nel frattempo la Cassazione ha certificato lo stato di insolvenza dell’istituto, passaggio chiave per sostenere l’accusa di bancarotta. Che cosa può succedere ora? Dopo la chiusura delle indagini, la Procura chiederà il rinvio a giudizio. Si aprirà quindi l’udienza preliminare davanti al Gup, che dovrà decidere se mandare a processo gli imputati. Imputati che, se condannati, rischiano pene altissime. In gioco c’è anche la lunga battaglia dei 100 mila risparmiatori, che attendono verità e giustizia dopo uno dei più gravi crack bancari italiani. (Servizio di Ivano Tolettini)
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