27/03/2026 ABANO TERME – Una scelta volontaria per avere il controllo su di lei, sono uscite le motivazioni con cui la corte d’assise del tribunale di Padova ha condannato all’ergastolo Erik Zorzi per l’omicidio dell’ex moglie Nicoleta Rotaru. || Sono di quasi 400 pagine le motivazioni con cui la Corte d’Assise di Padova ha spiegato la sentenza del 23 ottobre scorso che ha condannato in primo grado all’ergastolo Erik Zorzi, camionista di 44 anni, per l’omicidio dell’ex moglie Nicoleta Rotaru. La donna, 39 anni, era stata trovata senza vita nel bagno della casa di famiglia ad Abano Terme il 2 agosto del 2023. Era stato proprio l’ex marito a chiamare i soccorsi. Un suicidio che non aveva convinto la famiglia di Nicoleta che aveva chiesto e ottenuto che fossero riaperte le indagini. La donna si sentiva minacciata dall’ex marito e nel cellulare aveva installato un’app. Proprio dall’esame del cellulare è emersa la prova di quanto accaduto, un audio ascoltato in aula più volte. Da qui per i giudici è emersa la determinazione di Erik Zorzi che aveva deciso di togliere la vita all’ex moglie per avere il totale controllo su di lei. Erik Zorzi che era stato arrestato nel marzo del 2024 davanti al cimitero di Abano dove aveva trafugato la foto dell’ex moglie dalla tomba, si è sempre proclamato innocente. L’uomo è stato condannato all’ergastolo per omicidio volontario. La sentenza aveva anche confermato la revoca della patria potestà e i risarcimenti verso le parti civili, le figlie minori, i familiari di Nicoleta Rotaru e il centro veneto progetti donna. (Servizio di Chiara Gaiani)


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