22/04/2026 PADOVA – Svolta cruciale nelle indagini per la morte del 48enne Marco Cossi: l’amico Samuele Donadello è indagato per omicidio volontario. La rivelazione dopo un interrogatorio di oltre 10 ore. Da chiarire ancora il movente || E’ Samuele Donadello l’uomo torchiato in Questura per oltre 10 ore per la morte di Marco Cossi, il 48enne ucciso con oltre 15 coltellate nella notte tra domenica e lunedì a Padova.A presentarsi volontariamente nella giornata di martedì è proprio l’amico con il quale avrebbe dovuto aprire un food truck in questi giorni. Classe 1979, da tutti conosciuto come “Masterchef” per la sua esperienza di cuoco in Inghilterra, è attualmente indagato a piede libero per omicidio volontario. L’uomo si è presentato volontariamente alle 8 di mattina in Questura accompagnato dal suo avvocato ed è stato sottoposto ad un lungo interrogatorio durato oltre 10 ore. Al momento non è stato disposto alcun fermo: secondo gli inquirenti non sussisterebbero esigenze cautelari immediate, come il pericolo di fuga o di inquinamento delle prove. Tuttavia, non è escluso che la Procura possa valutare nei prossimi giorni eventuali misure restrittive. Il nodo da chiarire ora, però, è il movente. Intanto emergono dettagli sempre più drammatici sull’aggressione del 48enne. Cossi è stato colpito con estrema violenza al volto, al collo, al torace e all’addome con un coltello che sarebbe stato trovato sul luogo del delitto: una sequenza di colpi che suggerisce come Marco abbia provato a difendersi e che gli investigatori definiscono come “overkilling”, brutalità tipica di quando l’aggressore conosce la sua vittima. Il 48enne, originario di Latisana si era trasferito in Veneto con la famiglia, prima a Noale dove aveva frequentato le scuole, poi era stato per un periodo all’estero e da qualche tempo era tornato nel padovano per assistere l’anziana mamma con la quale viveva a Selvazzano. Marco lavorava all’azienda Plurima di Veggiano, ditta che effettua trasporti di farmaci. Proprio qui i suoi colleghi si sono chiusi nel dolore ma hanno deciso di aprire una colletta per aiutare la madre in difficoltà. Un “uomo d’oro” così ce lo descrivono i colleghi distrutti dalla perdita e che proprio in queste ore hanno p (Servizio di Marta Zatta)


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