11/08/2026 PADOVA – Un cittadino cinese di 46 anni, già condannato in passato per spaccio ed evasione, è stato scoperto dalla Polizia di Stato di Padova mentre tentava di ottenere un permesso di soggiorno con un documento ucraino contraffatto. Questa mattina è stato accompagnato all’aeroporto di Venezia e rimpatriato a Pechino. || Tutto nasce da una domanda presentata a gennaio di quest’anno allo sportello immigrazione della Questura di Padova: l’uomo chiedeva un permesso di soggiorno per “emergenza Ucraina”, esibendo un titolo di protezione umanitaria che sembrava rilasciato dalle autorità ucraine nel 2021 e con validità 10 anni.Ma qualcosa, agli occhi degli agenti, non tornava. Convocato per un controllo più approfondito, il documento veniva sottoposto agli esperti del Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica, che ne accertavano la totale falsità.Non era la prima volta che il 46enne aveva problemi con la giustizia italiana. Entrato regolarmente nel 2002 con un permesso per lavoro, nel 2006 era stato condannato a due anni e mezzo per produzione e spaccio di stupefacenti, e l’anno successivo anche per evasione, dopo essersi allontanato dai domiciliari. Nel 2008 era stato espulso dall’Italia, con un divieto di rientro di dieci anni.Rientrato lo scorso gennaio, una volta scaduto il divieto, l’uomo avrebbe dunque provato a costruirsi una nuova posizione regolare sfruttando la crisi ucraina — con un documento rivelatosi falso.Per il Questore di Padova, Marco Odorisio, la scelta è stata netta: rigetto immediato dell’istanza e provvedimento di accompagnamento alla frontiera. Il 46enne è stato arrestato ed imbarcato su un volo diretto da Venezia a Pechino, per essere riconsegnato alle autorità cinesi. (Servizio di Francesco Rataj)
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