22/10/2026 PADOVA – Grido d’aiuto delle Imprese Metalmeccaniche del Veneto, che danno lavoro a mezzo milione di persone. Strangolate dai dazi e dalla concorrenza, il 29 ottobre chiederanno alla politica di far cambiare le regole dell’Unione Europea. || L’11% dell’economia del Veneto è rappresentato dalle imprese manifatturiere, quelle che trasformano le materie prime in prodotti per altre industrie o per il mercato. E la crisi è fortissima, in gioco ci sono migliaia di posti di lavoro e un’impennata della cassa integrazione. Specie nel settore metalmeccanico, dove il divario con India, Turchia e Cina è enorme. Lo stesso prodotto, lì, costa il 40% in meno. Ora l’aiuto dell’Europa è necessario per rivedere i dazi, che strangolano le imprese venete. Di questo passo centinaia di aziende tra Treviso, Padova e Vicenza sono destinate a chiudere. In queste tre province ci sono 33mila imprese, il 75% del Veneto. Numeri impressionanti, con oltre mezzo milione di lavoratori, il 30% di chi è occupato nella regione. Il prezzo del prodotto viene dalla somma di materie prime, energia e manodopera, e fuori dall’Europa la concorrenza è insostenibile. Per questo Confimi il 29 ottobre, chiederà, da Padova, aiuto alla politica perchè l’Europa modifichi regole e dazi, e tuteli le quasi 45mila imprese manifatturiere attive in Veneto. – Intervistati MORENO ZUIN (Presidente Confimi Meccanica Padova e Rovigo), RAFFAELE ZANON (Presidente Confimi Industria Padova e Rovigo), FLAVIO LORENZIN (Presidente Nazionale Confimi Industria Meccanica) (Servizio di Federico Fusetti)
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