09/10/2026 PADOVA – Compensi a dj e, artsti e maestranze non pagati. E’ bufera sul Padova Pride Village. A sollevare il polverone sulla manifestazione Selvaggia Lucarelli in un suo post. Replicano gli organizzatori: «Non siamo in malafede. Siamo in ritardo sui pagamenti che sono però garantiti». || Una bufera che nasce da questo post pubblicato sui social dalla giornalista Selvaggia Lucarelli. Decine di fatture non pagate per chi ha collaborato con il Padova Pride Village, con importi che andrebbero dai 300 ai 3000 euro dovuti una serie di professionisti del settore – dj, performer, ballerini – che, stanchi di aspettare, avrebbero dato vita a una chat di oltre una cinquantina di persone. Nato come festival dei diritti, il festival LGBTQIA+ più grande d’Europa, il Pride avrebbe accumulato debiti, secondo indiscrezioni, per una cifra di 25.000 euro ma stando ai commenti proliferati sotto il post della Lucarelli di artisti e collaboratori mai pagati per le prestazioni di quest’anno, la cifra parrebbe essere più alta. Gli organizzatori del Pride Village 2026 ospitato in Fiera a Padova si difendono ma non parlano al microfono. Spiegano che le presenze sono calate, tra le cause anche il caldo, e gli incassi di conseguenza. Che dovevano ricevere un rimborso a metà settembre, non ancora arrivato, che stanno accendendo un finanziamento. Assicurano, come comunicato via pec anche ai collaboratori che hanno ricevuto regolare cedolino, che i pagamenti saranno saldati al più presto ma non riescono a dare una data. Una notizia che non sorprende gli addetti ai lavori. Secondo indiscrezioni non sarebbe la prima stagione che i collaboratori del festival non vengono pagati sia con la gestione attuale, sia con la precedente. La mobilitazione di chi aspetta i soldi continua e promette di coinvolgere anche il comune di Padova che alla manifestazione dà il patrocinio. (Servizio di Chiara Gaiani)
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