14/02/2024 PADOVA – Nel giorno di San Valentino si celebra la giornata mondiale delle cardiopatie pediatriche congenite. Una sentenza di morte solo un secolo fa. Oggi nove bambini su dieci diventano adulti e possono vivere un’esistenza normale. || Giorgia, Beatrice, Andrea e Filippo. Giovani e sorridenti sono i testimoni più importanti che la cardiopatia congenita, ormai diagnosticata nel grembo materno, non rappresenta più una sentenza di morte. Anzi. Il centro di Padova è un’eccellenza con i responsabili ai vertici delle società europee di cardiologia e cardiochirurgia pediatrica. Ogni anno nell’azienda ospedaliera di Padova vengono visti 490 pazienti in cardiologia, più di 300 in cardiochirurgia. Per tutti loro la speranza c’è. Diagnosi sempre più tempestive permettono interventi a misura di paziente anche grazie all’aiuto della tecnologia dall’intelligenza artificiale alle stampanti in 3D. Le storie di Giorgia e Beatrice sono storie di speranza anche se per loro la legge non prevede ancora il diritto all’oblio. Giorgia che vive a Conegliano, studia all’università adesso. Aveva 15 anni quando ha subito l’intervento. Anche Beatrice è una studentessa. Padovana, adesso ventenne, di interventi ne ha subiti tre. Giorgia e Beatrice come Andrea e Filippo adesso fanno parte della divisione junior dell’associazione Un cuore, un mondo Padova. Sono amici, aiutano le famiglie che affrontano il percorso di cura di una cardiopatia congenita e il futuro lo guardano con il sorriso sulle labbra. – Intervistati GIOVANNI DI SALVO (Direttore UOC Cardiologia Pediatrica), VLADIMIRO VIDA (Direttore UOC Cardiochirurgia Pediatrica) (Servizio di Chiara Gaiani)


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