04/08/2026 VENEZIA – Il Partito Democratico del Veneto ha presentato una proposta di legge regionale per migliorare l’accesso dei pazienti alle cure palliative. E in Regione il dibattito s’infiamma anche in vista del voto sul “fine vita” a Settembre. || Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, le cure palliative sono interventi di “sollievo dalla sofferenza che patisce chi è affetto da malattie inguaribili”. E’ il cosiddetto “trattamento del dolore” che in Italia è diventato dal 2010 un diritto del cittadino. La sua applicazione in Veneto però ha diversi problemi e – sostiene il Partito Democratico – va migliorata. Da qui una nuova proposta di legge regionale a prima firma di Anna Maria Bigon. Attualmente i posti letto per le cure palliative negli hospice del Veneto sono 236: ampiamente al di sotto dei 389 previsti come standard minimo da un decreto ministeriale del 2022 e ancora più sotto rispetto ai 424 programmati da una delibera della Giunta Regionale nel 2025. La convergenza auspicata da Giovanni Manildo diventa materia ancora più controversa se ci si sposta ad un tema profondamente correlato all’alleviamento delle sofferenze del malato terminale: la legge sul “Fine Vita”. Nel gennaio del 2024 il Veneto fu la prima regione italiana a portare in aula una legge sul tema che fu respinta per un solo voto. A settembre il consiglio affronterà nuovamente la questione. E il dibattito è già iniziato: il patriarca di Venezia, Francesco Moraglia ha definito “inaccettabile” una legge regionale sul fine vita: «Legiferare sul “fine vita” – ha detto – non può essere la scappatoia per aprire a forme di suicidio medicalmente assistito»La posizione di Manildo è simile a quella espressa dal Presidente del Consiglio Regionale Luca Zaia in una lettera aperta a Mons.Moraglia:«il suicidio medicalmente assistito è già previsto, entro condizioni tassative, dalla sentenza n.242 del 2019 della Corte Costituzionale». In una lettera aperta a Zaia, il senatore di Fdi Luca De Carlo afferma che invece «bisognerebbe procedere unitariamente con una legge nazionale, incentrata sulle cure palliative» perché il «dovere dello Stato è curare, alleviando fin dove possibile la sofferenza, non il sofferente».Nel 2024 il – Intervistati ANNA MARIA BIGON (PARTITO DEMOCRATICO), GIOVANNI MANILDO (CAPOGRUPPO PARTITO DEMOCRATICO) (Servizio di Filippo Fois)
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