04/09/2026 PADOVA – Dopo l’approvazione della legge da parte del consiglio regionale del Veneto, sul tema del fine vita interviene con una riflessione il vescovo di Padova Claudio Cipolla che invita ad “accompagnare alla morte”. || Sceglie l’immagine di Gesù che prega e soffre nell’orto degli ulivi, in solitudine, gli apostoli accanto a lui dormono, per dare avvio a una riflessione densa dal titolo significato “accompagnare alla morte, voce del verbo stare (accanto)” il vescovo di Padova Claudio Cipolla. La legge sul suicidio medicalmente assistito, approvata il 2 settembre dal consiglio regionale del Veneto, chiede una riflessione nella consapevolezza, sottolinea il vescovo, “che può esserci divergenza fra ciò che prevede una legge e ciò che prevede la morale cristiana”. Monsignor Cipolla richiama la comunità tutta, civile e cristiana, e pone l’accento sull’accompagnare che poi è la richiesta fatta da Gesù prima della sua Passione. Riconoscere dignità alla vita in tutte le sue fasi “non dipende dalle capacità che si possiedono, dal ruolo che si ricopre, dalle scelte che si sono compiute (…)” scrive monsignor Cipolla che aggiunge “La fragilità non è un guasto da cancellare il prima possibile: è la condizione in cui la vita si rivela per quello che è sempre stata, affidata”. Nel messaggio chiede di recuperare il senso “pubblico” del morire che riguarda non il singolo, ma la famiglia, gli amici, la comunità cristiana e civile. Invita a essere accanto, tenendo la mano, scoprendo il valore dei segni come, per i cristiani, l’unzione degli infermi. “Cristo non ci ha risparmiato la morte: l’ha abitata” scrive il vescovo di Padova che conclude: “Accompagnare qualcuno a vivere fino in fondo, con dignità, significa dirgli – più con la presenza che con le parole – che la sua vita è ancora attesa: da noi e da Dio”. (Servizio di Chiara Gaiani)
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